M E ( T A ) FA U S T

Metaopera multimediale in due prologhi,
vari quadri e due epiloghi

DI
Bruma


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Quadro zero

[La scena è vuota, pavimento rosso e pannelli laterali neri; il fondo è occupato da un megaschermo televisivo ; ai lati, fuori scena, verso il pubblico, ulteriori schermi e monitors da computer].

Buio. Silenzio. Tenui festoni e arabeschi di luce come da aurora boreale. Vibrazione molto bassa prima appena udibile poi in crescendo. Esplosione di luce abbagliante, attinica. Musica: A. Vivaldi; "Gloria": "Gloria in excelsis deo ... ". La luce decade: immagini di nebulose, protosoli, galassie globulari e a spirale, ammassi stellari, pianeti esterni, giganti gassosi, il sole.

CORO
[Piu' voci maschili; enfasi, scansione]

ALTO IL SOLE TRA LE ALTRE SFERE L'ORBITA ASSEGNATA COMPIE CON PASSO DI TUONO FORTE E IMPETUOSO  SE ANCHE E' IMPOSSIBILE FISSARLO A FONDO INCOMPRENSIBILE L'IMMENSO SPLENDE COME IL PRIMO GIORNO


PROLOGO IN CIELO

Musica in sottofondo: A. Vivaldi;"Gloria" -...Et in terra pax hominibus-. La scena e' apparentemente vuota, buio ai lati, una luce palpita sul fondo. Mefisto giace prono, quindi si alza lentamente, spalle al pubblico, in controluce. Indossa un ampio mantello nero con cappuccio che tiene alzato.

MEFISTO
Di nuovo mi chiedi di questo tuo assurdo re del creato: oh degno signore, forte e spietato, folle e scienziato; non chiede: pretende, le mani rapaci distende su cielo e terra, rapina e afferra, frantuma, s'inerpica, arranca, offende; demente e inappagato e duro, triste il presente, luttuoso il passato, incerto il futuro. E di Faust mi chiedi, inquieto e strano, la mente in tumulto lo porta lontano, erra e ricerca, eterno bambino, e nell'errare trovar si crede il giusto cammino. E certo io gli saro' vicino. Per questo mi hai dato all'uomo compagno: che io lo segua orma su orma perche', sotto il mio stimolo di demone, egli non dorma.


prologo in terra

Una debole luce violacea illumina la scena: macchinari, alambicchi, computers, nastri e tabulati alla rinfusa, il megaschermo in fondo simula una fuga prospettica di stanze incapsulate (è la stessa scena ripresa da telecamera e mandata sul megaschermo). Faust e' sul fondo, spalle al pubblico; indossa una specie di lungo saio color avorio con cappuccio che tiene alzato. Silenzio poi dagli schermi laterali collage di rumori e immagini di civilta': traffico, pubblicita', spezzoni di musiche, decollo di aerei, suoni di guerra; montaggio serrato con esplosione finale. Luce piena: Faust si volge di scatto scoprendosi il capo.

FAUST
Ho studiato e come ho studiato: i giorni, le notti, gli anni. Ho studiato a fondo la matematica, la fisica, l'ingegneria. Pazzo: eccomi qui, vecchio, la vita come polvere sprecata nella mano. Certo mi dicono professore, mi chiamano scienziato e non sanno che li prendo in giro. Questa conoscenza di carta, di formule vuote, e' un sapere senza senso. Ci ha dato le macchine, il benessere, dicono: la radio, la televisione, la lavatrice; e le fabbriche e i veleni e la bomba atomica: un mondo sull'orlo dell'abisso. Mostratemi un uomo felice, mostratemi un uomo migliore! Non c'e' salvezza, lo vedo, non c'e' speranza per questa razza stupida, per questo mondo. Ed io? Dove sono per me gli onori, le ricchezze, i piaceri della vita? Come monaco vivo, come eremita tra queste carte, tra questi nastri, tra queste macchine disumane! Chi mi rendera' la giovinezza e il chiaro della luna, la meraviglia di quando bambino contavo le stelle e il mondo sembrava vivo nella notte, a portata della mia mano. No non ho avuto calore, mai, un'amore, niente, per questo mio cuore ormai acciaio e pietra. Avessi almeno appagato questa sete di conoscere cos'e' che le cose connette e muove e perche'; la scienza no, a questo non ha risposta: solo le forme descrive fuggevoli e il come di questa nebbia che un attimo ci circonda e poi ci inghiotte.Per questo ti ripudio ragione e intelletto e scienza e altre vie cerco, antiche vie, misteriose, che le porte dei segreti schiudano e il cuore dell'uomo.
[Stacco, buio]


QUADRO PRIMO : “LA CODA DELLA TIGRE”

Buio. Negli schermi laterali appaiono in sequenza i numeri di Fibonacci, pulsazioni tonali ne ripetono il ritmo, nel megaschermo 34 spirali si avvolgono in senso orario e 55 in senso antiorario: una spirale generativa, partendo dal centro comune, le abbraccia e lentamente sulle spirali astratte si materializzano i parastichi di un girasole, partendo dai primordi fino a sfolgoranti petali. Faust è in fondo, posizione del loto, occhi chiusi; luce fioca, incensi accesi un po' ovunque: i materiali scientifici sono rovinati e accatastati alla rinfusa. Musica: Prima Materia; "The tail of the tiger". Dopo alcun tempo, entra dal fondo a sinistra Wagner, camice bianco, incipiente calvizie, una cartella in mano, dietro di lui entrano un vescovo con mitria e paramenti e due soldati con elmetto e mitra : Wagner vaga per la scena disapprovando incredulo, vescovo e soldati lo seguono da presso come ombre. Stacco. Buio.


QUADRO SECONDO: “LA DOMANDA”

Un fascio di luce laterale illumina fiocamente una brandina con un uomo addormentato. La scena simula una cella monastica spoglia: il megaschermo di fondo mostra una riproduzione bicromatica in rosso e blu di ‘Angeli e Diavoli’[Circle limit IV - M.C. ESCHER -1960]: i colori si scambiano lentamente seguendo il respiro profondo del dormiente. Stacco. Buio. Rumore cadenzato di passi, sferragliare di antiche serrature che si aprono, luce accecante sul discepolo dormiente che si sveglia di scatto gettando via il lenzuolo e mostrando il corpo nudo bianco latte nella parte sinistra, nero profondo nella destra. Fermo sulla soglia il Maestro, vestito in tunica blu con cappuccio, il capo è scoperto; dietro allineati al pannello laterale quattro giovani novizi, due uomini e due donne, nudi o in perizoma succinto. Immobilità, la luce scende ad un valore sopportabile.

DISCEPOLO
È l’ora?

MAESTRO
È il tempo.

Sul megaschermo si forma lentamente ‘L`occhio’[Escher- mezzatinta- 1946], sugli schermi laterali immagini di metamorfosi e tassellature di Escher. I novizi ad un cenno del maestro si dirigono verso il discepolo e con ritmi di danza lo rivestono di una tunica rosso cupo. Il Maestro si porta lentamente a fianco del dicepolo e mostra il profilo finora nascosto , nero; il discepolo a fronte è sulla sua parte bianca; i due lentamente si mettono il cappuccio e si inchinano cerimonialmente. Luce blu sul discepolo e rossa sul Maestro in modo tale che le tuniche appaiono dello stesso colore; i novizi sono disposti, maschio e donna, due ai piedi del Maestro e due ai piedi del dicepolo creando plasticamente due ritmi ternari.

DISCEPOLO
Sono pronto.

MAESTRO
La DOMANDA è:

Pausa, poi la Domanda appare a caratteri cubitali nel megaschermo e rimbalza negli schermi laterali mentre echeggia e rimbomba con toni e ritmi alterati ed effetto surround sul pubblico.

LA DOMANDA
PUÒ UN UOMO CON DUE SPADE DIFENDERE LA FAMIGLIA ?

Stacco. Buio. Lungo silenzio.


QUADRO TERZO: “TAVERNA 1”

Gli schermi laterali si accendono in successione su sequenze di telenovelas e soap operas; audio basso ma che si alzerà per sovrapposizione in un rumore di fondo cacofonico e molesto. Luce sulla scena con tavoli e sedie e commensali in forme e abiti e atteggiamenti di varie culture ed epoche; altri commensali entreranno con ciotole di riso, vassoi da self service etc. Il megaschermo trasmette immagini di telegiornali in varie lingue. Quasi impercettibilmente i presentatori dei telegiornali e l’audio delle telenovelas convergeranno su:

La DOMANDA è stata posta...Apprendiamo che la DOMANDA è:.....[similia]......
“Può un uomo con due spade difendere la famiglia?”






La domanda appare in sovraimpressione sugli schermi. I commensali per tutta la scena non daranno mostra di aver udito o visto nulla, l`attenzione concentrata sul cibo. Dissolvenza.


QUADRO QUARTO: “IL LATO OSCURO DELLA FORZA”

Scena vuota,gli schermi inizialmente spenti rimanderanno poi riprese dirette della scena. Luce a salire; Faust, saio avorio, al centro, Mefisto, con mantello nero e volto incappucciato ed invisibile, abbarbicato ad un pannello laterale, Wagner con vescovo e soldati, e` alle spalle di Faust dalla parte opposta di Mefisto. La luce vacilla più volte.

FAUST
[a Mefisto, avvicinandosi]
Io ti riconosco: tu strisci, tu ti insinui come ladro. Conosco il tuo volto. Io ti ho ripudiato.

Wagner guarda dalla parte di Mefisto, scrolla il capo, si avvia verso l’uscita, si ferma, si volge, riparte con il suo seguito, sulla soglia tutti guardano ancora una volta Faust e la parete, escono. La luce vacilla e poi si spegne.

Riflettore su Faust, riflettore su Mefisto. Musica (tenue, in sottofondo): Pink Floyd; "Zabriskie Point", -Come in number 51, your time is up-". Mefisto si stacca dalla parete e avanza lentamente verso Faust che dapprima arretra, poi si ferma e lo affronta.
 
 

FAUST
No, non ti temo:io, Faust, sto fermo avanti a te e non tremo. I tuoi occhi, profondi i tuoi occhi, c'e' come un vuoto. Tu sei lo spirito che nega, cio' che il tuo mantello sfiora, raggela e muore; sei l'uccello che s'alza in volo la sera, ma l'uomo non lo hai mai capito. E cosa potresti darmi tu? Hai forse per me un cibo che non sazi? Un giuoco ove mai si vinca?Un fuoco che non sia gia' cenere? Una cosa, una cosa qualsiasi, che duri? Puoi ridarmi tu il mio entusiasmo, la mia fede, le mie illusioni? puoi ridarmi indietro i miei anni? la mia giovinezza?
[Mefisto, fissando Faust (ma con il volto sempre celato al pubblico), estrae dal mantello qualcosa che sembra essere una confezione medicinale e la porge a Faust]

FAUST
Che cos'e' questo? La tua risposta? ti piace far scena, lo vedo... Staro' al gioco.
[Faust afferra la confezione, la musica tace]

FAUST
Vediamo: Agerina, compresse. Composizione... Posologia... Indicazioni: combatte efficacemente ed annulla tutta la sintomatologia della vecchiaia. Che scherzo banale, credevo tu sapessi fare di meglio. L'elisir di lunga vita!Il sogno degli alchimisti! Figuriamoci. E quale umano laboratorio l'avrebbe prodotto? Io sono uno scienziato, ne sarei al corrente. Non parli? Non hai niente da dire?
[Mefisto ghermisce l'Agerina dalle mani di Faust e fa per andarsene]

FAUST
No! aspetta.
[Faust si riavvicina a Mefisto, la musica di prima riinizia in sottofondo]

FAUST
Finiamola fino in fondo questa buffonata. Quale sarebbe il prezzo di questa portentosa medicina? So bene che non dai niente per niente, anzi, cio' che con la destra sembri donare mille volte con la sinistra riprendi.
[La musica e' in crescendo, vicina all'esplosione finale. Mefisto avanza porgendo nuovamente l'Agerina, Faust arretra]

FAUST
Il prezzo... I l p r e z z o ... per i miei dubbi per la mia angoscia. Un prezzo, un prezzo, per il mio corpo... per la mia anima...e s i a!
[Musica al massimo. Faust inghiotte rapidamente una compressa di Agerina, si contorce e crolla a terra. Riflettore a stringere su Mefisto che, spalle al pubblico, si abbassa e, tendendo e agitando il mantello, copre al pubblico lo scambio dei due personaggi. Silenzio. Luce verde. Il giovane Faust si rialza lentamente, le sue mani ne coprono il volto; Mefisto gli sta a lato, leggermente arretrato: il cappuccio alzato delimita una zona d'ombra profonda, impedendo ancora al pubblico di scorgere il suo viso. Faust allontana le mani dal volto e le osserva a lungo, attentamente]

FAUST
Le mie mani!
[Musica: Pink Floyd; "Umma Gumma", -Careful with that axe, Eugene-, parte finale in sottofondo, a crescere]

FAUST
Sono queste le mie mani? E' questo il mio volto? Senti come il sangue impetuoso sceglie le sue vie, senti come i muscoli agili danzano. Lucida e vigile e' la mente, nitidi i ricordi. Dunque sono vivo, Faust e' vivo! Uno specchio, uno specchio, datemi uno specchio per questo volto nuovo!
[Faust si volge verso Mefisto che, lentamente, scopre il suo volto, il volto del vecchio Faust. Faust urla ed esce correndo di scena. Il vecchio e il nuovo volto di Faust persistono per un certo tempo sugli schermi.]


QUADRO QUINTO: “IL PORTATORE DI LUCE”

Buio. Silenzio. Ad uno ad uno si accendono ai lati e sul fondo gli schermi televisivi e i monitors dei computer; su di essi formule, grafici, immagini di moderna tecnologia. Luci singole su vari personaggi immobili e sparsi sulla scena; un medico, un soldato, un tecnico, un prete, un giudice, un operaio, etc. Luce al centro su Mefisto alto su un podio in tubi metallici. Gli schermi si animano cambiando immagini e suoni che nell'insieme, tra rumori appropriati alle immagini e spezzoni di frasi e formule, formano un ritmo sempre piu' cadenzato e infine parossistico: su questo ritmo si muovono in balletto con movimenti di automi i vari personaggi convergendo verso la struttura metallica al centro, Mefisto li dirige, quasi direttore di orchestra; si forma in ultimo una caotica piramide umana con vertice in Mefisto stesso. Stacco.
 


PRIMO INTERMEZZO



 
 
 
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